La genetica e il razzismo

14.05.2013 17:39

RAZZE&GENETICA

 

 

 Il concetto di razza era caro soprattutto agli antropologi del secolo passato e rispondeva ad una necessità di classificazione. Purtroppo, però, la variazione genetica nell'uomo è talmente complessa che una classificazione per razze si è dimostrata completamente inutile. La differenza tra individui è grandissima, ma anche in ogni gruppo, per quanto piccolo, la differenza rimane sempre estremamente grande. Anche se riunissimo gli individui in gruppi sempre più piccoli, troveremmo sempre comunque moltissime differenze. Questo discorso potrebbe, di primo acchito, non risultare convincente dal momento che notiamo delle differenze generalizzate, come quella della pelle scura in Africa, la pelle chiara in Europa. Questo tipo di differenze, ad esempio, sembrano chiare e ben visibili a tutti. Tuttavia sono differenze di tipo funzionale perché nelle zone tropicali la pelle necessita di protezione dall'eccesso di raggi ultravioletti. In un secondo momento, però, questo tipo di differenze crea un'impressione di differenza netta tra gruppi che è molto più grande della differenza reale in quanto le differenze veramente importanti vigono tra gli individui e non tra i grandi gruppi.

 

 

 

 

La famosa marca BENETTON da sempre punta molto sulle publicità antirazziali e contro la discriminazione.

 

VARIAZIONI INDIVIDUALI NECESSARIE ALL'EVOLUZIONE NATURALE

 

 

L'evoluzione richiede enormi valvole di sicurezza create, appunto, dalla diversità individuale. Il nostro futuro è sempre in certo, ragion per cui la selezione naturale, che è il meccanismo che decide per noi senza dirci niente, ha scelto gli individui che sopravvivevano ed erano in grado di mantenere la specie. Il mantenimento della specie richiede però una grande varietà di individui così che, all'avvento di qualche possibile novità, c'è sempre la speranza che ci sia almeno qualche membro della popolazione che riesca a sopravvivere e a garantire la sopravvivenza della specie nelle generazioni successive. Questo è il motivo per il quale vi è sempre questa grandissima variazione in qualunque organismo vivente. Il colore della pelle rappresenta un caso estremo di omogeneità tra gruppi ma, osservando gli altri 80 mila geni, notiamo che è molto raro di trovare delle differenze così nette fra i gruppi. Le differenze tra i gruppi sono in genere completamente sfumate ed è quasi inutile tentare classificazioni per grandi gruppi.

 

 

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